L’estate e il gelato

Storia e origini del gelato: chi lo ha inventato?

STORIA DEL GELATO: DOVE È STATO INVENTATO?

Il gelato artigianale è senza dubbio il dolce italiano più famoso al mondo e intorno alla sua nascita e storia si sono tramandate nel tempo numerosi racconti, al limite fra fantasia e leggenda. Rintracciare l’origine del gelato non è infatti semplice, in quanto le testimonianze storiche e i riferimenti alle antiche usanze di conservare il latte e gli alimenti congelandoli sono molteplici. Diverse sono inoltre le controversie nate nel corso dei secoli per accaparrarsi il fregio di inventore del gelato. Il viaggio nel tempo alla scoperta della vera storia del gelato artigianale è quindi ricco di avventure e di sorprese avvincenti: lasciatevi guidare da Cioccolatitaliani e scoprite insieme a noi tutto quello che c’è da sapere sulla nascita del gelato e sulla sua invenzione!

GELATO: LE ORIGINI FRA STORIA E LEGGENDA

Le prime leggende sull’origine del gelato narrano della presenza di un suo antenato già nella Bibbia, dove Isacco era solito porgere al padre Abramo una bevanda ghiacciata con latte di capra e neve per aiutarlo a combattere il caldo. La storia del gelato prosegue raccontando l’antica usanza romana, introdotta nei banchetti da Nerone, di gustare macedonie e dolci di frutta con miele e neve durante la stagione calda. I primi documenti storici in cui viene menzionato il gelato risalgono invece alle vicende della città di Atene nel 500 a.C., dove i greci amavano realizzare delle bevande rinfrescanti con miele, limone e succo di melograno mescolati a neve o ghiaccio.

STORIA DEL GELATO IN CINA: IL LATTE CONGELATO

L’abitudine di congelare e refrigerare la frutta, il latte e altri alimenti caseari al fine di conservarli sembra avere origini antiche e risale a usanze e cultura delle regioni asiatiche: è proprio in Cina che già intorno al 2000 a.C. veniva preparato un composto a base di latte e riso cotto con spezie, il quale era poi riposto nella neve per solidificarsi. Successivamente, durante il Medioevo, si iniziarono a produrre anche dei dolci freddi a base di latte e succhi di frutta ghiacciati, che vennero poi importati in Europa da Marco Polo intorno al Trecento.

IL GELATO IN ITALIA È NATO IN SICILIA

Le prime apparizioni nella storia di bevande o dolci ghiacciati simili al gelato in Italia avvennero in Sicilia e furono il frutto della dominazione araba avvenuta nella nostra penisola nel IX secolo. Queste popolazioni erano solite, infatti, gustare delle bevande fredde chiamate sherbet, che si caratterizzavano per l’utilizzo di succhi di frutta distillati al gusto di limone, arancia, melograno, ciliegia, tamarindi e ciliegie. Gli arabi di Sicilia utilizzavano la neve dell’Etna e delle montagne della zona per congelare queste bevande in dei recipienti, che poi venivano addolcite con della canna da zucchero importata dalla Persia. Fu così nelle terre della Sicilia che nacque il primo antenato del gelato artigianale italiano.

MA CHI HA INVENTATO IL GELATO CHE TUTTI CONOSCIAMO?

Stando alle ricostruzioni storiche dell’Istituto del Gelato Italiano, l’invenzione del gelato artigianale è fortemente legata al nostro territorio e alla cucina italiana e per assistere alla sua nascita bisogna aspettare l’età Rinascimentale e il Cinquecento.

Il gelato è stato inventato in Italia dall’architetto Bernardo Buontalenti, alla corte di Caterina de’ Medici a Firenze.

Questi, nel 1565, fu il primo a rivendicare l’invenzione del dolce italiano più amato al mondo, dal momento che nella ricetta dei suoi golosi sorbetti gelati era solito utilizzare la maggior parte degli ingredienti del gelato utilizzati tutt’ora:

  • latte
  • panna
  • albume d’uovo
  • neve
  • sale
  • zucchero
  • limone

Un secondo importante momento nella storia del gelato avvenne successivamente nel 1686, quando il cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli diede vita alla prima miscela perfetta per produrre e confezionare il gelato. Forte di questa sua scoperta e di un curioso macchinario per la lavorazione dei sorbetti ghiacciati regalatogli dal nonno, l’intraprendente gelataio si trasferì a Parigi alla corte del re Sole, dove ebbe modo di aprire lo storico Cafè Procope e di far conoscere il gelato moderno in tutta la Francia e in Europa.

IL GELATO NEL 1800: LA PRIMA GELATIERA

Proseguendo nel nostro viaggio alla scoperta della storia del gelato artigianale, una svolta nella sua produzione avvenne negli Stati Uniti, dove una donna di nome Nancy Johnson inventò e brevettò, nel settembre 1843, la prima gelatiera a manovella: si trattava di un mastello riempito di sale e ghiaccio, meccanizzato con un cilindro metallico per l’impasto che veniva poi girato con una manovella. Dopo un paio di anni, William Le Young approfittò delle difficoltà economiche della Johnson e acquisì i diritti del suo brevetto per soli 200$: fu proprio quest’ultimo a dare il là ad un rivoluzionario modo di produrre il gelato, preoccupandosi di applicare al mastello un motore e ottenendo così un raffreddamento più uniforme del composto. Queste introduzioni tecnologiche furono poi di spunto per la nascita della prima sorbettiera a spatolazione automatica avvenuta all’inizio del Novecento.

LA NASCITA DEL CONO GELATO NEL 1900

L’invenzione del cono gelato è avvenuta, invece, all’alba del XX secolo e numerose sono le controversie riguardo chi sia stato il primo a servire il gelato in un cono.

IL GELATO NEL 1800: LA PRIMA GELATIERA

Proseguendo nel nostro viaggio alla scoperta della storia del gelato artigianale, una svolta nella sua produzione avvenne negli Stati Uniti, dove una donna di nome Nancy Johnson inventò e brevettò, nel settembre 1843, la prima gelatiera a manovella: si trattava di un mastello riempito di sale e ghiaccio, meccanizzato con un cilindro metallico per l’impasto che veniva poi girato con una manovella. Dopo un paio di anni, William Le Young approfittò delle difficoltà economiche della Johnson e acquisì i diritti del suo brevetto per soli 200$: fu proprio quest’ultimo a dare il là ad un rivoluzionario modo di produrre il gelato, preoccupandosi di applicare al mastello un motore e ottenendo così un raffreddamento più uniforme del composto. Queste introduzioni tecnologiche furono poi di spunto per la nascita della prima sorbettiera a spatolazione automatica avvenuta all’inizio del Novecento.

LA NASCITA DEL CONO GELATO NEL 1900

L’invenzione del cono gelato è avvenuta, invece, all’alba del XX secolo e numerose sono le controversie riguardo chi sia stato il primo a servire il gelato in un cono.

Il 13 dicembre 1903 questi si recò a Washington per ricevere il brevetto statunitense di un apparecchio di stampa per coppe da gelato commestibili da lui realizzato. La nascita di questo antenato del cono del gelato fu legata alla forte necessità di servire il gelato in dei bicchieri che non fossero di carta o vetro: questi ultimi, infatti, tendevano a rompersi facilmente e spesso non venivano restituiti, comportando per Marchioni delle perdite di denaro facilmente evitabili.

STORIA DEL CONO GELATO: LA PRIMA CIALDA CROCCANTE

Una seconda e successiva ipotesi riguardo la nascita del cono da gelato racconta del pasticciere siriano Ernst Hamwi, che secondo alcune ricostruzioni del New York Times fu il primo a servire il gelato in una pasta croccante, la zalabia, cotta in una pressa per wafer. L’occasione gli fu offerta durante la Fiera Mondiale di St. Louis nel 1904, in Missouri, quando per aiutare un gelataio dello stand accanto che aveva terminato i piatti da gelato, iniziò ad arrotolare a forma di cono alcune delle sue cialde croccanti e a riporvi il suo gelato.

La storia di Cioccolatitaliani racconta di un’azienda e di una famiglia italiana che dal 2009 si dedica con dolcezza e passione all’arte di mixare il migliore cioccolato del mondo a gelateria, pasticceria e caffetteria. Scopri la nostra selezione di gelati e vieni a gustarli nello store più vicino a te!

Fonte: https://www.cioccolatitaliani.it/it/blog/storia-e-origini-del-gelato-chi-lo-ha-inventato.html

Chi ha inventato il gelato?

Il gelato è, in gran parte, debitore del genio culinario italico: nel 1686 Francesco Procopio dei Coltelli aprì a Parigi la prima gelateria; nel 1903 il gelataio Italo Marchioni ideò le prime cialde a cono; e tra il 1939 e il 1948, le aziende Pepino e Motta lanciarono rispettivamente il “Pinguino” e il “Mottarello”, capostipiti dei gelati confezionati. Ma per risalire alle origini bisogna tornare indietro nel tempo di molti secoli.

I gelati come li conosciamo oggi, realizzati con latte, panna, uova e zucchero, refrigerati e lavorati fino a ottenere una consistenza cremosa, sono diversi dai loro “progenitori”. Questi consistevano infatti in bevande o alimenti (principalmente frutta), addolciti talvolta con il miele, mescolati a neve o ghiaccio e conservati in apposite “neviere”. Di queste preparazioni si ha traccia in numerose civiltà antiche, dalla Mesopotamia alla Cina fino ad arrivare all’antico Egitto e a Roma.

IN SICILIA. Poi, nel corso del Medioevo, a fare ampio uso di alimenti ghiacciati furono gli arabi, a cui si deve tra l’altro la parola sorbetto, derivata da sharbat, termine che indicava una sostanza fredda e sciropposa a base di zucchero di canna, petali di fiori e frutti. Le usanze arabe si diffusero quindi in Sicilia, e da qui i primordiali sorbetti sbarcarono nel resto della Penisola trovando estimatori soprattutto in epoca rinascimentale.

Tra i grandi amanti di questi composti semidensi ghiacciati spicca la buongustaia Caterina de’ Medici (1519-1589), regina consorte di Francia (sposa del sovrano Enrico II) che lasciando Firenze per giungere Oltralpe si portò appresso i propri addetti alla cucina tra cui, si narra, un tal Ruggeri esperto appunto nella preparazione di sorbetti (o meglio di “ghiaccio all’acqua inzuccherata e profumata”).

LATTE, PANNA E UOVA. Dal Seicento, la pratica di consumare gli antenati del gelato si diffuse in svariate corti europee, e ben presto agli ingredienti base si aggiunsero latte, panna e uova. Su chi abbia affinato la ricetta non vi è certezza, ma in molti indicano quale “padre” del gelato moderno Francesco Procopio dei Coltelli (1651-1727). Siciliano doc, partì per cercare fortuna a Parigi, dove nel 1686 aprì i battenti del Café Procope, locale frequentato da illustri personaggi in cui si potevano assaporare granite, sorbetti e gelati realizzati grazie a una serie di macchinari messi a punto dallo stesso Procopio.

IL PRIMO CONO. Ormai sempre più internazionale, il gelato continuò a conservare un’anima italiana, tanto che fu un altro nostro ingegnoso compatriota, emigrato negli Stati Uniti, a ideare il primo cono fatto di cialda, pratico per il passeggio. Si trattava di Italo Marchioni, gelataio veneto che ebbe la geniale intuizione nel 1896, progettando poi le macchine industriali per produrre coni in serie e brevettando il tutto nel 1903. Sempre dagli Usa arrivò l’idea di inserire il prodotto tra due wafer, come un sandwich.

Dopodiché, grazie alle evoluzioni nei sistemi di congelamento – a cui si deve tra l’altro la nascita dei celebri ice cream trucks (furgoncini-chiosco) popolarissimi nel mondo anglosassone -, la produzione di gelati divenne sempre più capillare, coinvolgendo un numero crescente di consumatori attratti anche da costi più bassi rispetto al passato, quando il gelato era considerato una specie di “lusso”.

IL PINGUINO E IL MOTTARELLO. Il boom dell’ice cream si legò inoltre alla commercializzazione dei confezionati da passeggio, iniziata negli anni Quaranta in Italia con il lancio dei gelati su stecco Pinguino e Mottarello – antenati del Cremino – e corroborata nel decennio seguente dall’avvento del Cornetto e di altri gelati a cono, nonché di una serie di coppette tra cui l’intramontabile Coppa del nonno.

La crescente diffusione dei freezer domestici portò poi al successo, in tutto il mondo, del gelato in secchielli “formato famiglia”. E oggi i gelati sono ormai un consumo di massa: ogni anno in Italia ne mangiamo in media 8 kg a testa. Un successo alimentato dalla riscoperta di antiche varianti artigianali e di preparazioni che strizzano sempre più l’occhio alla salute (grazie a ricette light e a cialde senza glutine). Il tutto, accompagnato dalla continua sperimentazione di sapori alternativi a quelli tradizionali: dal parmigiano al pomodoro, passando per rosmarino, birra e fagioli.

Fonte: https://www.focus.it/cultura/storia/invenzioni-italiane-il-gelato

STORIA DEL GELATO

A STORIA DEL GELATO – Rintracciare le origini del gelato nell’antichità è complesso: i riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele si incontrano sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note. Nella Bibbia si legge che Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve: uno dei primi mangia e bevi della nostra storia. Negli scavi archeologici dell’antica Troia sono state portate alla luce fosse destinate a conservare il ghiaccio e la neve, accumulati in strati ricoperti con foglie e paglia. Una tradizione storica racconta che re Salomone era un grande consumatore di bevande ghiacciate e che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le marce e le battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo presso le popolazioni dell’estremo Oriente, in particolare cinesi: mediante le invasioni mongoliche, il gelato sarebbe, in seguito, approdato in Grecia e in Turchia, espandendosi agli altri paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite. Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio. Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta tipo sorbetto; Quinto Massimo Gorgo afferma che il primo ad introdurre ufficialmente nei banchetti l’uso del gelato fu l’imperatore Nerone, il quale nell’anno 62 d.C. offrì ai suoi invitati una bevanda consistente in frutta tritata, miele e neve.

Durante il Medioevo, in Oriente, venne realizzata la decisiva scoperta del sistema per congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati di ghiaccio tritato. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

I Crociati, di ritorno dalla Terra Santa, portarono sulle mense dei ricchi d’Europa raffinatissime ricette di sorbetti a base di agrumi, gelsi e gelsomini. Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, riportava dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro. Nel corso del Medioevo i sorbetti spariscono dalle mense insieme ad altri cibi raffinati, accusati di simboleggiare il peccato.

Alla fine del ‘300 risorge l’arte del vivere e del mangiar bene insieme al consumo dei sorbetti. Il vero e proprio trionfo del dolce freddo sulle tavole dei potenti avviene nel Cinquecento, con l’afflusso dai nuovi continenti di frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Presso la corte medicea di Firenze, i sorbetti hanno un posto d’onore all’interno delle feste e dei banchetti. Originariamente somiglianti alla gremolata, furono in seguito sostituiti da un vero e proprio gelato montato, ottenuto roteando il liquido da congelare in primitive sorbettiere immerse in mastelli di legno pieni di ghiaccio frantumato e sale. La miscela così ottenuta veniva poi immessa in stampi di metallo, mantenuti molto tempo sotto il ghiaccio, a forma di piramidi, di frutti giganteschi, di agnelli, di colombe, che, sformati al momento del pranzo su capaci vassoi, facevano da coronamento ai sontuosi convivi dell’epoca. Il primo ad introdurre a corte questa novità, fu un certo Ruggeri, un fiorentino venditore di polli: partecipando ad un concorso indetto dai signori di Firenze, con il suo sorbetto vinse e divenne famoso in tutta la regione. Caterina de’ Medici, quattordicenne, sposando Enrico d’Orleans, volle il Ruggeri con sé a Parigi: in tal modo si trasferì in Francia la ricchezza culturale del Rinascimento italiano.

Bernardo Buontalenti e Francesco Procopio de’Coltelli personaggi di primo piano della storia del gelato

A Firenze frattanto si affermava Bernardo Buontalenti, artista insigne, uomo dall’ingegno multiforme, animatore incomparabile dei festini del granduca Cosimo I. Avendo ricevuto l’incarico di organizzare i festeggiamenti per accogliere una delegazione spagnola, Buontalenti allestisce rappresentazioni teatrali nei giardini e sull’Arno, un grande spettacolo nella fortezza da Basso, fuochi artificiali e prepara una crema aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance, refrigerata con una miscela di sua invenzione.

Il siciliano Francesco Procopio de’ Coltelli, un secolo dopo, con una rudimentale sorbettiera costruita e lasciatagli in eredità dal nonno, affrontò l’avventura di un lungo viaggio sulle strade della nostra penisola con l’intento di conquistare Parigi. Nell’anno 1660 aprì il suo primo caffè-gelateria nella capitale transalpina. Luigi XIV, il Re Sole, lodò pubblicamente i suoi prodotti contribuendo ad aumentare il suo successo. In seguito ampliò il suo locale e si trasferì alla rue de l’Ancienne Comédie Française, aprendo un ritrovo al quale diede il proprio nome, chiamandolo Café Procope,  diventato poi uno dei più celebri caffè letterari d’Europa. Un altro gelatiere italiano che incontrò il successo a Parigi fu il Tortoni, il quale fondò il celebre Café Napolitainse, locale rinomatissimo nel quale Gioacchino Rossini si recava per ristorarsi.

All’inizio del 1700 il dolce freddo è pienamente affermato in tutte le corti e capitali d’Europa mentre contemporaneamente, nei caffè più prestigiosi di Venezia, Torino, Napoli e Palermo, trionfano menu speciali a base di gelato.Anche negli Stati Uniti la storia del gelato ha registrato delle tappe fondamentali. Il gelato riscuote un’indicibile fortuna: merito del genovese Giovanni Bosio, che, nel 1770, apre a New York la prima gelateria.

Risulta che  la prima sorbettiera a manovella sia stata creazione di una donna, l’americana Nancy Johnson, nel 1846. D’altronde il lavoro eseguito con la spatola nelle vecchie sorbettiere era molto faticoso. Non stupisce dunque che una donna abbia pensato a mettere una manovella sopra il contenitore della sorbettiera per girare il composto al fine di evitare che si formassero cristalli di ghiaccio.

Dopo la metà del 1800  i nostri gelatieri, soprattutto veneti, invadono le capitali della Mitteleuropa, consolidando la vendita ambulante di gelato soprattutto in Austria ed in Germania.

Il ‘900 è anche il secolo in cui si inventa il cono. Anche se l’invenzione del cono è una tappa fondamentale della storia del gelato e viene attribuita a diversi personaggi, una cosa è certa: fu un bellunese, Italo Marchioni, nato nel 1868 a Peaio di Vodo, nel Cadore, emigrato negli Stati Uniti, a brevettarla. Il gelato fino ad allora veniva consumato in recipienti di vetro o ceramica che venivano lavati alla buona nelle strade. Marchioni già nel 1896 ebbe l’idea di fabbricare un cono di cialda, che gli risparmiava lavoro ed era anche commestibile. L’invenzione gli sembrò così originale che decise di ottenere il riconoscimento ufficiale. Il suo disegno si realizzò il 13 dicembre 1903 quando il gelatiere presentò all’Ufficio brevetti di New York il progetto di «uno stampo per fabbricare coppe e cialde per gelati» che venne registrato con il numero 746971.

Nel Nel 1906, nei caffè di Milano appaiono le parigine o nuvole, una porzione di gelato compressa tra due ostie di pasta wafer rotonde, quadrate o rettangolari, inventate da Giovanni Torre di Bussana, che, di ritorno da Parigi, inizia il commercio ambulante di gelati.

Il bolognese Otello Cattabriga, nel 1927, costruì la prima gelatiera automatica e, rendendo il lavoro meno faticoso, permise anche al gentil sesso l’ingresso nei laboratori di produzione.

Tra gli anni ‘50 e 60 la vera produzione di gelato artigianale rischia di scomparire, con il successo clamoroso dell’ice-cream, il gelato industriale, ampiamente reclamizzato e distribuito. Fortunatamente, grazie, in particolare, all’ attività di un Comitato di gelatieri di Milano, il gelato artigianale ebbe una vera e propria rinascita: oggi le gelaterie artigianali in Italia sono migliaia, un primato che tutto il mondo ci riconosce.

Questi sono solo alcuni dei principali cenni storici colti qua e là in diversi testi, ricerche e pubblicazioni web, anche estere. Ma la storia del gelato non finisce qui. Dopo le  prime “innovazioni” che all’inizio del 1900 hanno dato il via alla moderna gelateria, molti cambiamenti e miglioramenti – che possiamo riscontrare nelle attuali gelaterie – si sono susseguiti e continuano ancora per migliorare il prodotto e le fasi produttive e di commercializzazione.

Fonte: https://gelatonews.it/storia-del-gelato/

Il gelato moderno, una storia tutta italiana

Ricostruire chi inventò il gelato è una perdita di tempo: infatti sin dall’antichità più remota i tentativi di rinfrescarsi e dissetarsi con la neve o il ghiaccio, magari aggiungendo un sapore diverso (come il succo di frutti locali o il miele), furono pratiche comuni e intuitive in ogni continente.

Le fonti sono comunque concordi nell’identificare gli italiani come gli inventori del gelato moderno. Stando a quanto riporta Quinto Fabio Gorgo, nel 62 d.C. Nerone introdusse a Roma i primi dessert elaborati a base di frutta, miele e neve. Tuttavia per passare dalle nivatae potiones di epoca imperiale a una forma più evoluta bisognerà attendere il XVI secolo. A contendersene la paternità sono un tal Ruggeri, pollivendolo fiorentino, e il suo concittadino Bernardo Buontalenti, di professione architetto. Verosimilmente le cose andarono in questo modo: Ruggeri si aggiudicò la vittoria di un concorso indetto dalla corte medicea per l’invenzione del piatto più originale. Il suo «ghiaccio con acqua inzuccherata e profumata» ebbe un tale successo che nel 1533 Caterina de’ Medici lo portò con sé a Parigi, in occasione delle nozze con il duca d’Orléans, il futuro Enrico II. Questo narra la vox populi, ma la documentazione ufficiale scarseggia. L’architetto Bernardo Buontalenti invece sottopose a Cosimo il Vecchio una nuova ricetta: quella di una crema fredda a base di latte, tuorlo d’uovo, miele e vino aromatizzato con bergamotto, limone e arancio. L’invenzione venne offerta a un ospite di tutto riguardo, Carlo V di Spagna, e il successo fu travolgente.

La conservazione del ghiaccio

All’epoca il grande problema tecnico era la produzione del ghiaccio. In tutta la penisola italiana ci si ingegnava per conservare questo elemento preziosissimo, considerato dalle classi agiate un ingrediente di lusso ma che, al tempo stesso, era un prodotto indispensabile per la conservazione degli alimenti e per le attività ospedaliere. In Sardegna, ad esempio, ancora oggi si può percorrere il “Camminu de is niangios”: dal cinquecento all’ottocento operai stagionali portavano la neve ghiacciata conservata nelle domus de su nie, le case della neve, dai monti del Gennargentu fino alla pianura per poi rivenderla in blocchi. In Sicilia, invece, la neve veniva conservata in cavità naturali dette “neviere” durante l’inverno; solo dopo veniva portata in città su carri e coibentata con strati di cenere e felci. Il gentiluomo scozzese Patrick Brydone raccontava nel 1767: «Non c’è festa organizzata dalla nobiltà in cui la neve non rivesta un ruolo importante: la mancanza di neve, dicono loro stessi, sarebbe più grave della mancanza di grano o di vino».

Più articolata era la situazione a Torino, il cui sottosuolo era percorso da gallerie sotterranee costruite per la difesa della città. Una mappa risalente al 1753 riporta che nella zona di porta Palazzo si trovava un’area adibita a ghiacciaia dove venivano conservati i blocchi portati in estate dalle Alpi e successivamente utilizzati dagli ambulanti del mercato. Sul Carso triestino, invece, erano famose le jazere di Draga Sant’Elia, sviluppatesi a partire dal XVIII secolo. Si trattava di profondi pozzi in muratura, scavati in prossimità degli stagni, dai quali si intagliavano blocchi di ghiaccio di circa 80×20 cm, che poi venivano estratti con un particolare tipo d’ascia e uncini di ferro. Quindi i blocchi venivano depositati nelle jazere alternando strati di foglie secche. Un chilo di ghiaccio poteva arrivare ad avere lo stesso valore di un chilo di carne e i maggiori acquirenti erano la più grande birreria della città, la Dreher, e gli ospedali. Carri carichi di ghiaccio partivano prima dell’alba dall’altipiano in direzione di Trieste, ma prima ancora di arrivare a destinazione avevano già venduto tutto il carico ai macellai che attendevano la carovana lungo la strada.

La produzione del ghiaccio artificiale invece fu una questione alchemica. Sin dal Medioevo veniva realizzato aggiungendo nitrato di potassio al ghiaccio naturale. L’altro additivo era l’anidride solforosa, che portava la temperatura a -30°C. Nel 1626 un tale Santoro riuscì a ottenere lo stesso risultato aggiungendo alla neve del sale da cucina in proporzione di 1:3. Nel 1597 Galileo inventò il termometro, che consentì di perfezionare i dosaggi. Le prime macchine del gelo, chiamate sorbettiere, erano cilindri di terracotta rivestiti nei quali venivano messi ghiaccio e ingredienti chimici. Via via che il prodotto si cristallizzava, il gelataio lo raccoglieva con la spatola. Successivamente venne introdotta una manovella per facilitare la produzione di un gelato più fine.

Gelato e migrazioni

La storia del gelato è anche una storia di emigrazione, a partire dal già citato Ruggeri e fino ad arrivare a Procopio de’ Coltelli, pescatore siciliano il quale, dopo aver perfezionato una macchinetta per la produzione del ghiaccio inventata da suo nonno Francesco, decise di fare il grande salto trasferendosi a Parigi. Lì nel 1686 aprì il caffè Le Procope, destinato a diventare il locale più in voga della capitale francese. Al Le Procope si potevano apprezzare le acque gelate (le nostre granite) e i gelati di frutta diventati poi classici, come il gelato al succo di limone o di arancio. Ma era possibile provare anche gusti più particolari, come i fiori d’anice, di cannella o la crema frangipane gelata. Il successo fu tale che Luigi XIV conferì al locale una concessione esclusiva per la produzione di questi dessert.

Una migrazione dovuta invece alla povertà fu quella rappresentata dagli abitanti del Cadore e della Val di Zoldo, in Veneto. Alla fine dell’ottocento, con il crollo della Serenissima Repubblica di Venezia, questi si erano trovati a fronteggiare una grave crisi economica e demografica, che li aveva portati a emigrare a nord percorrendo dalla primavera alla fine dell’estate i territori dell’impero asburgico e vendendo gelati come ambulanti sui propri carrettini. A loro va il merito di aver reso popolare un prodotto fino a quel momento destinato alle élite.

La moda nel settecento

Fino al XVIII secolo il gelato fu curiosità e vanto dell’aristocrazia. Complici la diffusione dello zucchero e le nuove bevande coloniali (tè, caffè e cacao), conobbe da quel momento la sua epoca d’oro, tanto da venir citato persino nell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert: «Nome moderno che si dà ai liquidi di gusto gradevole e preparati con abilità e congelati in forma di teneri ghiaccioli; si possono congelare rapidamente tutti i liquidi ottenuti da succhi vegetali, servendosi di ghiaccio e di sale, oppure in mancanza di sale, con nitro e soda».

In tutta Europa fiorirono allora le sale da caffè, dove si potevano gustare le nuove bevande e i gelati, e dove si riunivano intellettuali illuministi e galanti modaioli che fecero la fortuna di questo genere di locali. L’avventuriero veneziano Giacomo Casanova racconta nelle sue memorie che i gusti più diffusi erano cacao, caffè e limone. Quest’ultimo veniva proposto anche nella versione “gelo al limone”: si toglieva la polpa e la si sostituiva col sorbetto. Inoltre i gelati erano talmente apprezzati che venivano serviti dai venditori ambulanti anche a teatro, durante l’intermezzo fra un atto e l’altro. Nello stesso periodo cominciarono a comparire le prime pubblicazioni dedicate all’argomento: nel 1775 il medico napoletano Filippo Baldini pubblicò il trattato De’ sorbetti nel quale sosteneva la tesi della salubrità dei cibi gelati contro le precedenti generazioni di medici che, invece, li sconsigliavano.

Ma già alla fine del XVII secolo il marchigiano Antonio Latini, capocuoco del viceré spagnolo di Napoli, aveva pubblicato Lo scalco alla moderna, overo l’arte di ben disporre i conviti, che comprendeva un capitolo dedicato ai sorbetti e alle acque ghiacciate. Fra le ricette, accanto ai classici come gli agrumi o i pinoli, ve n’erano anche alcune davvero insolite, come il gusto alla melanzana o alla zucca. Nel 1891 il gastronomo Pellegrino Artusi (considerato il padre della cucina italiana) pubblicò un libro diventato successivamente un best-seller, ovvero La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene: la prima raccolta di ricette regionali dopo l’unificazione d’Italia. Fra i dessert proposti trovano spazio anche le novità come il gelato di torrone o di marroni, lo spumone di tè o il pezzo in gelo, una sorta di torta gelato.

Il gelato da passeggio invece nacque con l’invenzione del cono. Diverse sono le ipotesi circa la paternità di questo supporto. Le più note sono legate ai nomi di Italo Marchioni, italiano emigrato negli USA che nel 1903 brevettò un macchinario per la produzione dei coni, e di Giovanni Torre, ligure di Bussana che qui impiantò il primo forno atto alla produzione di cialde, poi presentato all’Esposizione di Torino del 1919. Ma gli italiani non sono gli unici a rivendicare la scoperta del cono: Ernest A. Hamwi, emigrato siriano a New York e venditore di frittelle di cialda tradizionali cotte in una pressa per wafer e note come zalabia, ebbe l’intuizione di farcirle col gelato del suo vicino di chiosco durante la fiera di Saint Louis, nel Missouri. Era il 1904. Cominciava così l’era del cono da passeggio.

La ricerca della novità è tuttora una costante: anche oggi infatti i mastri gelatai continuano a sperimentare gusti singolari, dal gorgonzola fino al carbone vegetale.

Fonte: https://www.storicang.it/a/il-gelato-moderno-storia-tutta-italiana_14715

Gelato di ieri e di oggi

Chi non conosce il gelato artigianale?
Se parliamo di cono, gusti, paletta, coppetta, non esistono fraintendimenti, tutti comprendono il significato di queste parole senza equivoci.
Ma vi siete mai chiesti se il gelato è nato esattamente così come lo conosciamo? Quando e dove e per quali ragioni è stato inventato?

Mangia e bevi, nella Bibbia
Per scoprire l’origine del gelato dobbiamo risalire nella notte dei tempi e come ogni invenzione che si rispetti, c’è confusione di personaggi, epoche e luoghi. Alcuni riportano che là dove la neve non esisteva, l’uomo si industriò a “fabbricare” il ghiaccio, riscaldando l’ acqua e successivamente collocandola in sotterranei freddissimi, dove il vapore acqueo gelava sulla roccia. Gli egizi si dice offrissero ai loro ospiti calici
d’ argento divisi a metà, una piena di neve e l’ altra di succhi di frutta. Ma anche nell’Antico testamento troviamo una affermazione di Abramo, che ci fa pensare che esistesse già una idea di gelato poiché si rivolge al figlio Isacco dicendo “Mangia e bevi: il sole è ardente e così puoi rinfrescarti”, facendo riferimento ad una bevanda composta da latte di capra misto a neve.

I primi carretti gelato sfrecciano nella Roma antica
Uno dei primi documenti storici in cui si parla di “gelato” arriva da un poeta greco vissuto ad Atene intorno al 500 a.c., che racconta quanto ai greci piacesse preparare bevande rinfrescanti con limone, miele, succo di melagrana, e naturalmente neve o ghiaccio.
Persino Alessandro Magno, durante le sue conquiste in India, pretendeva continui approvvigionamenti di neve da assaporare con il miele e per questo faceva costruire apposite buche scavate nel terreno (denominate Neviere). I primi a proporre una sorta di gelato somigliante all’attuale furono i Romani: lo testimonia la ricetta di Plinio il Vecchio che indica come mescolare ghiaccio tritato con miele e succhi di frutta e parla di un attivo commercio di neve dal Terminillo, dal Vesuvio e dall’Etna. Lungo le strade principali erano molto diffusi i Thermopolia, l’equivalente dei nostri carrettini dei gelati.

Alì Babà e i 40… sorbetti
Con la caduta dell’Impero si è perso quasi tutto il patrimonio delle raffinatezze alimentari, ma l’uso dei gelati si è mantenuto e perfezionato nel mondo arabo per tornare in Europa
attraverso la Sicilia, lungamente dominata dai popoli mediorientali. Il lemma “sorbetto” deriva dalla voce araba scherbet (dolce neve) o, secondo altri, da sharber (sorbire).

Nel Medioevo
Anche i Crociati contribuirono alla diffusione del gelato e ne divulgarono l’uso presso le corti del Nord Europa dove la neve certamente non mancava. Però erano preparazioni
semplici, vista la mancanza di frutta e di aromi tipici del profondo Mediterraneo. Ecco perché la Sicilia eccelle nell’arte dei gelati: frutta e neve dell’Etna sono state le fonti inesauribili per perfezionare e inventare nuovi gusti. I gelatai siciliani esportarono il “sorbetto” prima a Napoli, poi a Firenze, Milano e Venezia, quindi in Francia, Germania e Inghilterra. In Spagna il gelato si è diffuso in epoca più recente per merito dei portoghesi che lo scoprirono nelle Indie durante il periodo del loro florido commercio in quelle terre.

Ruggeri, Buontalenti e Procopio i papà del gelato moderno
La storia del gelato non è fatta solo di leggenda, esistono comunque dati certi: a Firenze ha avuto due padri, Ruggeri e Buontalenti.

Il primo, un pollivendolo e un cuoco a tempo perso si presentò ad una gara tra i migliori cuochi della Toscana indetta dalla Corte dei Medici, con tema “il piatto più singolare che si fosse mai visto”. Ruggeri decise di prendere parte al concorso preparando un “dolcetto gelato” con ricette ormai quasi dimenticate: il suo “sorbetto” finì con il conquistare tutti i giudici e così lui e la sua ricetta diventarono subito molto famosi in tutta la regione, e richiesti ovunque.
Buontalenti, architetto, scultore e chimico, nel 1565 fu incaricato di organizzare una sontuosa festa per gli ospiti spagnoli del Duca di Toscana. Fra i tanti manicaretti, offrì anche il gelato (la famosa crema fiorentina) che ebbe un enorme successo, tanto che gli spagnoli divulgarono la notizia in Europa.

Il commercio deve, invece, le sue origini a Francesco Procopio dei Coltelli: originario di Acitrezza (Catania), utilizzò un’invenzione del nonno e, dopo diverse prove, decise di partire alla volta di Parigi. Con l’uso dello zucchero al posto del miele e del sale mischiato a ghiaccio per un più lungo mantenimento, arrivò in Francia dove venne accolto come un inventore geniale. Nel 1686 aprì Le Procope e, dato l’enorme successo replicò in una sede più grande, oggi in rue de l’Ancienne Comédie, di fronte alla Comédie Française. Qui si servivano “acque gelate” (le granite) e gelati di frutta e ben presto diventò il più famoso cafè francese,frequentato da illustri personaggi come Voltaire, Napoleone, Gorge Sand, Balzac e Victor Hugo.

Il gelato da passeggio
Anche l’invenzione del cono gelato è rivendicata da più parti. Alcuni sostengono nacque nel 1904 durante la Fiera Mondiale di St Louis: un gelataio, avendo terminato i contenitori in cui proponeva i suoi gelati ai clienti, provò ad utilizzare dei wafer venduti da un banchetto lì vicino. Fu un successo enorme!
Altri (tra cui il Washington Post ) dichiarano che il cono è nato nel 1903 ad opera dell’immigrato Italo Marchiony, il quale ispirandosi all’antica arte italiana delle cialde, brevettò a New York il cono, dando così inizio al “gelato da passeggio”.

Da allora il gelato si è diffuso in tutto il mondo, con una miriade di gusti che spaziano dalla frutta fresca a quella secca, dalle creme allo yogurt, dal cioccolato al caffè per arrivare ai recentissimi gelati “salati” che offrono stimolanti sapori di formaggio o di erbe aromatiche, tali da incuriosire e accontentare il più possibile la clientela.

Fonte: https://www.ilgelatoartigianale.info/il-gelato/approfondimenti/gelato_di_ieri_e_di_oggi.kl

Storia del gelato: alla scoperta del dolce più buono del mondo

Cono, coppetta o in brioche “alla siciliana”? I modi di gustare il dolce simbolo dell’estate sono tantissimi. C’è chi lo ama solo in estate, chi non può farne a meno tutto l’anno. Ma molti si chiedono quali siano le sue origini. Esse sono antichissime e molteplici. Ecco le più affascinanti tappe della storia del gelato.

La bufala sul primo «Mangia e bevi» della storia dell’umanità

Molti non sanno che il fascino di questo gustoso e rinfrescante preparato è stato tale da generare anche una legenda metropolitana. Infatti, sul web circola molto una notizia sulla prima testimonianza dell’antenato del gelato. Essa arriverebbe nientemeno che dall’Antico Testamento. A scrivere per primo la storia del gelato sarebbe stato proprio Isacco, inventando il primo mangia e bevi.

Secondo molte voci del web, la Bibbia riporterebbe un passo in cui Isacco offrí ad Abramo latte di capra misto a neve. Ma questa citazione è in realtà una bufala. Infatti basta aprire il Sacro Libro per rendersi conto che tale passo non esiste.

Il primo vero antenato del gelato

Bufale e legende a parte, secondo alcuni storici, il gelato avrebbe origini neoclassiche. Ad affermarlo è la scrittrice Luciana Polliotti, considerata da molti una storica del gelato. L’autrice sarebbe venuta a conoscenza di un aneddoto riguardante Alessandro Magno. La Polliotti, nel suo libro Gelati Gelati, afferma che il grande militare e re di Macedonia era ghiotto di un preparato ricavato dalla mistura di neve miele e frutta. La nascita del gelato sarebbe quindi collocabile intorno alla seconda metà del 300 a. C.?

Le Nivatae Potiones Romane

Sembra proprio di sì. Infatti la rinfrescante passione di Alessandro Magno arrivò fino a Roma, dove ebbero origine le più conosciute Nivatae Potiones. Esse sarebbero state inventate da Quinto Fabio Massimo, il grande generale romano che riuscì a contrastare l’avanzata di Annibale durante la Seconda Guerra Punica.

Ma cosa sono le Nivatae Potiones? Si trattava di tipici dessert freddi a base di ghiaccio tritato, miele e frutta. Questi preparati, descritti anche da Seneca, venivano realizzati con la neve raccolta in inverno e depositata in delle cave. Questa, nel periodo estivo, veniva impiegata per miscelarla a vari ingredienti e andava servita non solo durante i pranzi, ma anche lungo le strade, dando origine forse ad una prima idea di street food. Le Nivatae Potiones furono i proptoipi di granite e sorbetti, che divennero famosi grazie anche al contributo dei nivaroli siciliani.

Il contributo dei nivaroli Siciliani fece conoscere il gelato alla Corte De’ Medici. Cosa aveva di speciale la neve dell’Etna? 

La storia del gelato vuole che il suo antenato arrivó anche in Sicilia nel periodo della dominazione araba. Ma solo nel Medioevo si scoprì che la modalità di preparazione siciliana aveva qualcosa di speciale. Il segreto stava nella conservazione della neve dell’Etna ad opera dei nivaroli, veri e propri professionisti che raccoglievano la neve dai monti Iblei, Nebrodi e Peloritani, conservandola nelle “neviere“. Esse erano anfratti naturali rifiniti con mattoncini o pietra, qui andava riposta la neve e ricoperta con la pietra lavica, per poi essere rivenduta nei mesi più caldi sotto forma di blocchi. Alcune neviere sono ancora visibili in alcune zone etnee.

Moltissimo tempo dopo, nel Rinascimento, periodo storico noto per la sua massima espressione artistica, ma anche per i suoi sfarzosi banchetti, le deliziose granite primitive diventarono talmente famose fino ad approdare alla Corte De’ Medici. L’invenzione fu di Bernardo Buontalenti, che studiò un nuovo metodo per conservare il ghiaccio in costruzioni seminterrate, in quella che ancora oggi è via delle Ghiacciaie. I primi gelati fiorentini erano realizzati facendo roteare un liquido da congelare (a base di frutta, miele o zucchero) in primitive gelatiere immerse in mastelli di legno pieni di ghiaccio frantumato e sale. La miscela veniva poi versata in stampi di metallo di svariate forme e mantenuti per molto tempo sotto il ghiaccio. Ma la vera e propria svolta nella storia del gelato avvenne solamente un centinaio di anni dopo.

L’evoluzione del gelato e la nascita della ricetta odierna

Caterina De’ Medici adorava queste freschissime preparazioni, tanto che cominciarono a fare il giro del mondo fino a giungere nelle bellissima Francia. Qui, intorno al 1660, la ricetta primitiva vide una profonda evoluzione grazie a Francesco Procopio, detto “De’ Coltelli”. Il cuoco di origini siciliane, trapiantato a Parigi, ereditò dal nonno un antico macchinario per la realizzazione del gelato. Egli fu il primo a sperimentare una nuova ricetta che prevedeva l’aggiunta del latte abbinato a succhi di frutta, ma anche cioccolatocaffè o pistacchi. Il nuovo gusto fece impazzire i parigini, tanto che Procopio aprí la prima gelateria della storia: il Caffè Procope, che esiste tutt’oggi.

La ricetta base del gelato di Procopio è stata una delle poche a essere rimasta invariata per millenni (nonostante il progresso e l’ausilio dei macchinari industriali) fino a giungere ai giorni nostri. Il dolce più amato del mondo oggi esiste in migliaia di varianti. Ma è al famoso cuoco italiano che si deve questa invenzione geniale, intramontabile, ma al contempo semplicissima.

Fonte: https://www.ultimavoce.it/storia-del-gelato-alla-scoperta-del-dolce-piu-buono-del-mondo/

Video:

“Come si prepara il gelato artigianale” | Le fasi di lavorazione

Lavorazione a freddo degli ingredienti per gelato artigianale

Semplice miscelazione degli ingredienti, breve riposo e successivo raffreddamento della miscela ottenuta, detta “mantecazione”. Questo metodo rapido, generalmente utilizzato per i gelati di frutta, i sorbetti e le granite può essere impiegato però anche per i gelati al latte e richiede una pulizia attenta in ogni fase della lavorazione per evitare di trasmettere carica batterica durante la manipolazione degli ingredienti.

Lavorazione a caldo degli ingredienti per gelato artigianale

Si ha quando si attua la pastorizzazione di tutti gli ingredienti. La lavorazione a caldo della miscela base è consigliata quando si producono grandi quantità di gelato artigianale. Questa base verrà adoperata in piccole frazioni, dilazionata nel tempo (entro 72 ore), aggiungendo poi in una seconda manipolazione la pasta aromatica, prima della mantecazione.

La pastorizzazione del gelato artigianale

Per abbattere la carica batterica, la miscela da gelato artigianale è sottoposta a pastorizzazione. Pastorizzare un liquido vuol dire riscaldarlo a una temperatura compresa fra +65°C e +85°C, farlo sostare a quella temperatura per tempi proporzionati alla temperatura stessa (più alta è la temperatura, più breve è la sosta) e quindi raffreddarlo velocemente fino alla temperatura media di conservazione 4°C/5°C, all’interno del pastorizzatore. L’intero processo di pastorizzazione deve durare meno di due ore. Ma è importantissimo che la fase di raffreddamento si compia in meno di un’ora. Parallelamente a questa fase, si svolge la fase di omogeneizzazione, che serve a rendere uniforme la miscela. Durante il ciclo di pastorizzazione infatti le sostanze grasse presenti nel composto, notoriamente meno idrosolubili, vengono spezzettate ed amalgamate nella miscela in modo da renderla omogenea.

La maturazione del gelato artigianale

Questa fase serve a far sì che i diversi ingredienti che compongono la miscela si amalgamino perfettamente, assorbendo così la parte liquida aggiunta (acqua e/o latte). La maturazione deve durare da 4 a 6 ore. La temperatura di maturazione sta attorno ai 4°C, cioè quella di un normale frigorifero a temperatura positiva.

La mantecazione del gelato artigianale

Il processo di gelatura è senza dubbio l’operazione più importante nella produzione del gelato artigianale, poiché da essa dipendono per buona parte la qualità e la resa del prodotto. 
Il processo di gelatura si può suddividere in due operazioni ben diverse:

• congelamento, nel quale la miscela da gelare è congelata sotto agitazione e in presenza d’aria;
• indurimento, nel quale il gelato artigianale subisce un ulteriore congelamento, senza agitazione e interventi di elementi esterni.

La composizione degli ingredienti di una miscela influisce sul corpo del gelato artigianale, mentre il congelamento influisce sulla struttura.

Fonte: https://www.fabbri1905.com/speciali/per-i-professionisti/come-si-prepara-il-gelato-artigianale–le-fasi-di-lavorazione.kl

Video:

Ricetta (e consigli) per un gelato fatto in casa perfetto!

Come fare il gelato in casa?

Gli ingredienti, abbiamo detto, sono pochi e davvero semplici: zucchero bianco semolato, latte intero e panna (se lo desiderate potete aggiungere anche estratto di vaniglia o vanillina).

  1. Con le fruste elettriche o la planetaria montate la panna con lo zucchero.
  2. Aggiungete a filo anche il latte ben freddo (che potete aromatizzare a piacere).
  3. Ponete in freezer in una vaschetta e procedete con la mantecatura.

A questo punto, ecco come procedere se avete la gelatiera, se non ce l’avete oppure con il Bimby.

Gelato senza gelatiera

Se non avete questo elttrodomestico, tiratelo fuori dal congelatore ogni 30 minuti e rimescolatelo per un totale di 6 volte.

Gelato con la gelatiera

Mettetelo al suo interno per circa 30 minuti o finché non sarà abbastanza cremoso.

Gelato con il Bimby

Un frullatore, fate congelare del tutto per almeno 6 ore, poi frullatelo.

Ricette di gelato

La ricetta del gelato al fiordilatte è la base, alla quale faremo delle aggiunte: per la variante alla crema, ad esempio, uniremo dei tuorli d’uovo, mentre per quella al cioccolato, aggiungeremo ovviamente il cioccolato…

Gelato alla crema

Per la variante alla crema, oltre agli ingredienti già citati, dovrete aggiungere anche due tuorli. La preparazione si complica leggermente – ma nemmeno troppo: vediamo insieme!

  1. Montate i tuorli con lo zucchero in modo da ottenere un composto spumoso.
  2. Aggiungete la panna e il latte e mescolate (sempre con le fruste elettriche). Mettete il composto sul fornello a fuoco basso per circa quindici minuti e mescolate in continuazione: non deve bollire, ma solo pastorizzare.
  3. Lasciate raffreddare, poi ponete in freezer. Dopo 30 minuti tiratelo fuori e rimescolatelo (per 6 volte).

Gelato al cioccolato

Per la variante al cioccolato, oltre a tuorli, panna, latte e zucchero, dovrete aggiungere anche 150 g di cioccolato fuso. Potete scegliere quello fondente al latte o bianco (in tal caso, visto che è molto dolce, potrebbe essere necessario dimezzare lo zucchero).

Gelato alla frutta

Per la variante alla frutta, invece, oltre a tuorli, panna, latte e zucchero, dovrete includere 200 g di frutta fresca di stagione.

  1. Mettete tutti gli ingredienti sul fuoco per 15 minuti.
  2. Frullate con un minipimer e passate con un colino a maglie strette prima di procedere con la mantecatura.

Gelato furbo (con frutta o latte congelato): pronto in 10 minuti!

Avete solo 10 minuti di tempo? Niente paura: con un piccolo accorgimento potrete preparare il gelato ogni volta che volete. Dovrete semplicemente tenere sempre della frutta congelata in freezer. Procuratevi quindi:

  • 200 g di frutta fresca a scelta congelata
  • 100 g di zucchero bianco semolato
  • 250 ml di latte intero
  • 150 ml di panna
  1. Ponete il tutto nel robot da cucina e azionate ad intermittenza fino al ottenere un composto cremoso ed omogeneo.
  2. Aprite un paio di volte il frullatore per rimestare il gelato in modo da ottenere una crema omogenea.

Secondo lo stesso procedimento, potete anche mettere a congelare i 250 g di latte in modo da ottenere il gusto di gelato desiderato.

Trucchi e consigli di Primo Chef

– Per renderlo più morbido e denso potete aggiungere amido di riso, maizena o fecola di patate; aggiustate le dosi di volta in volta se il risultato non vi soddisfa, ma non esagerate altrimenti il sapore sarà “farinoso”. In alternativa, in commercio trovate anche dei preparati addensanti per gelato.

– Per evitare che si formino granelli, grumi o cristalli di ghiaccio vi consigliamo di essere costanti nella mantecatura: ogni mezz’ora togliete il gelato freezer e mescolate il composto dall’esterno verso l’interno, per un totale di almeno sei volte.

Conservazione

E se, una volta fatto, non lo consumate subito? Ovviamente andrà messo in freezer – dove si conserverà per una settimana se fate pastorizzare le uova (ponetele in una ciotola a bagnomaria e montate con lo zucchero fino al raggiungimento dei 60-65°C).

Nel congelatore diventerà molto duro quindi, almeno un’ora prima di gustarlo, lasciatelo scongelare in frigorifero: eviterete un brusco shock termico! In alternativa, dividete.

Fonte: https://primochef.it/gelato-fatto-in-casa/ricette/#Gelato-fatto-in-casa?refresh_ce

Come fare il gelato in casa senza gelatiera e in poco tempo

Chi lo dice che non si può preparare il gelato senza gelatiera? Per gustare un buon gelato non occorre andare ad acquistarlo in gelateria, ma possiamo farlo comodamente a casa. La cosa più interessante è che per prepararlo bastano pochi e semplici ingredienti, tutti naturali, senza la necessità di aggiungere conservanti o additivi artificiali.

Gli ingredienti base per preparare un buon gelato senza gelatiera sono facili da reperire, se non addirittura già presenti nella nostra cucina. Tra essi abbiamo: latte, panna, zucchero, yogurt e frutta. I modi per realizzarlo variano a seconda del gusto che si sceglie di fare, ma in generale sono tutti molto semplici.

Qui di seguito proponiamo una serie di ricette molto facili per preparare il gelato senza gelatiera. Prima di tutto sveliamo come fare il gelato alla frutta, un gelato istantaneo che può essere gustato immediatamente senza il bisogno di riporlo in freezer a solidificare. A seguire le ricette per fare il gelato al fior di latte e poi quello alla stracciatella.

Gelato alla frutta. Per preparare questo gelato si ha bisogno di frutta surgelata tagliata a pezzetti; si può scegliere la frutta che si preferisce, come fragole, ananas o frutti di bosco. Si mette all’interno di un frullatore 250 gr di frutta surgelata, 250 ml di yogurt bianco freddo, due cucchiai di miele e si frulla fino ad ottenere un composto cremoso. Il gelato può essere consumato subito o conservato in freezer.

Gelato fior di latte. Per fare questo gelato senza gelatiera occorrono: 400 ml di latte condensato freddo; 500 ml di panna fresca; 2 cucchiai di rum. Si monta a neve ben ferma la panna evitando di farla stracciare; in una ciotola si lavora insieme il latte condensato freddo e il rum. Fatto ciò si aggiunge la panna montata e si amalgamano i due composti. Si versa il gelato in una vaschetta di plastica e si mette a rassodare in freezer per alcune ore.

Il gelato alla panna è senza dubbio il gusto preferito dai più piccoli. Il segreto di questo gelato sta nell’aggiungere agli ingredienti del liquore, necessario per evitare che il gelato si cristallizzi mantenendo la cremosità. Il gelato alla panna è molto versatile, infatti basta aggiungere scaglie di cioccolato per trasformarlo in una squisita stracciatella.

Fonte: https://www.supereva.it/come-fare-il-gelato-in-casa-senza-gelatiera-e-in-poco-tempo-7953

Gelato fatto in casa: come prepararlo cremoso e leggero in 6 mosse (senza gelatiera)

Gelatiera? No, grazie

Il 24 marzo è la nona edizione del «Gelato Day». Ed è il momento giusto per vedere come è cambiato l’approccio degli italiani verso questo amatissimo prodotto artigianale. Durante la pandemia — rileva l’Osservatorio «Gelato-Delivery», realizzato da Deliveroo, in collaborazione con Sistema Gelato — gli ordini sono cresciuti sulla piattaforma del 215 per cento (maggio 2019 vs maggio 2020). I gusti più ordinati sono stati i grandi classici: pistacchio, stracciatella e nocciola. Scelti prevalentemente per la merenda o per il dopocena, soprattutto nel fine settimana. Il 2020, con le sue complessità, inoltre, non è stato solo un anno di chiusure, ma anche di grande creatività e intraprendenza nel mondo del gelato. Il “chimico-gelatiere” Stefano Guizzetti di «Ciacco Lab» a Parma e a Milano ha realizzato il primo gelato barricatoIginio Massaridopo 30 anni ha riportato il gelato nelle sue pasticcerie a Brescia, Milano e Torino. Paolo Brunelli ha debuttato con la sua terza pasticceria-gelateria a Marzocca, una frazione di Senigallia. Poi, ha aperto a Milano «Nosh»: una gelateria-boutique che utilizza solo ingredienti biologici, di origine controllata e a km 0. Sempre nel capoluogo lombardo ha aperto «Crema», promosso da Giorgio Bulgari, che offre: «oltre 50 stili di gelati e sorbetti, una varietà straordinaria di cioccolati e creme». Un mondo in movimento che sarà raccontato in un’edizione tutta digitale di «Sigep EXP», la versione virtuale del Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group: quest’anno, fra le novità, ci sono l’inaugurazione di nuovo canale YouTube dedicato al Gelato Day e un video contest che metterà alla prova maestria e creatività degli artigiani del gelato e permetterà agli appassionati di scoprire quante dosi di abilità e tradizione e quante di fantasia ed estro sono alla base di un perfetto gelato artigianale. Noi di Cook, per celebrare questo giorno speciale, vi proponiamo, invece, una ricetta sana, facile e veloce per preparare un buon gelato in casa anche se non siete muniti di gelatiera. Certo, è indubbio, servendosi dell’apposito apparecchio il gelato sarà più cremoso e mantecato, ma per chi sa accontentarsi esistono vari sistemi per aggirare l’ostacolo. Vi spieghiamo come fare per ottenere, con poco sforzo e con soli tre ingredienti, un gelato allo yogurt senza l’uso della gelatiera, grazie ad un buon frullatore o un buon robot da cucina.
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Ingredienti

Prendete 250 g di yogurt alla frutta, va bene anche magro, frullatelo con 200 g di frutta ben lavata. Scegliete quella che più vi aggrada, purché di stagione. Se biologica potete anche evitare di sbucciarla. Aggiungete 50 g di zucchero.

Contenitori

Versate il frullato in formine per il ghiaccio e mettetele nel freezer. Ci vorrà qualche ora per farle congelare. Potrete tenerne una scorta da parte da tirar fuori all’occorrenza.

Il frullatore

A questo punto non vi resterà che mettere i cubetti ghiacciati nel frullatore o nel robot e azionare. Dopo qualche secondo otterrete delle briciole.

La crema

Mescolatele con un cucchiaio fino a ottenere una crema e servite.

Le varianti

Questo metodo per fare il gelato in casa, poco ortodosso a dire il vero, si presta a molteplici varianti. Se vi piace un gelato più grasso e consistente potete utilizzare il mascarpone al posto dello yogurt, oppure panna miscelata a yogurt. Per i gusti non avete di che sbizzarrirvi.

Fonte: https://www.corriere.it/cook/news/cards/gelato-fatto-casa-come-prepararlo-6-mosse-senza-l-uso-gelatiera/gelatiera-no-grazie_principale.shtml

Il gelato artigianale fatto in casa (tipologie e nozioni base)

gelati sono il dolce fresco preferito in estate da grandi e bambini, il dessert e la merenda perfetta per combattere il caldo. Per fare il gelato in casa serve solo un Bimby o una gelatiera, possibilmente di buona qualità per evitare che rimangano troppi cristalli di ghiaccio, se ne trovano anche a prezzi modici. Si può fare il gelato anche senza gelatiera, anche se è proprio questa che garantisce una risultato ottimale.

Nella ricette per un gelato da professionisti c’è zucchero invertito, saccarosio, destrosio e stabilizzanti (semi di carrube, gomma di guar, lecitina di soia..) questo perchè le gelaterie ed i ristoranti necessitano di una caratteristica strutturale del prodotto finito prima che venga mangiato, per questo usano questo genere di prodotti.
Per esempio  in un ristorante il gelato viene preparato in cucina, viene portato dal cameriere, il cliente non è al tavolo ed arriva dopo 5 minuti ed il gelato è sciolto completamente. In questo caso gli stabilizzanti aiutano a mantenere la struttura del prodotto e gli altri ingredienti lo rendono perfettamente cremoso per mantenersi anche se non viene mangiato immediatamente.

In casa però, i tempi di consumo sono molto più brevi, per questo vi darò la ricetta per fare il gelato completamente al naturale (con gli ingredienti base: panna, latte, zucchero, tuorli ecc.) e la dose di semi di carrube da aggiungere nel caso vi serva un pizzico in più di struttura.

Il bilanciamento degli ingredienti nel gelato è fondamentale per avere una buona struttura, i grassi devono essere equilibrati con gli zuccheri sia nella ricetta base che nelle varianti per ogni gusto se il prodotto finito è di buona qualità.

Come si fa a capire se il gelato che mangiamo o facciamo è ben bilanciato?

Se il gelato è “sabbioso” ci sono troppi latticini.
Se il gelato è troppo liquido e senza corpo ci sono troppi zuccheri.
Se il gelato è troppo granuloso e ghiacciato ci sono pochi zuccheri.
Se mangiando il gelato vi rimane una patina sulla lingua è troppo grasso.

Per fare i gelati esistono 3 ricette base:

  1. BASE BIANCA: per i gelati gusto menta, yogurt, amarena, fior di latte, caffè, vaniglia, mascarpone, stracciatella..
  2. BASE GIALLAper i gelati gusto cioccolato, biscotti, pistacchio, nocciola, bacio, nutella..
  3. BASE FRUTTAper tutti i gelati di frutta fresca ( albicoccapesca, fragole, banane, cocco, limone, kiwi, melone, cocomero, ananas, mela verde..) solitamente si fanno con uno sciroppo di acqua e zucchero, se non contengono latticini sono sorbetti, mentre con l’aggiunta di panna diventa gelato perchè rimane più cremoso. 

BILANCIAMENTO INGREDIENTI

In base alla tipologia ed il gusto di gelato che dovete fare preparate gli ingredienti valutando l’apporto di grassi e zuccheri, poi si miscelano gli ingredienti.

PASTORIZZAZIONE

Dovrete portare gli ingredienti a temperature più alte per ridurre la carica batterica contenuta, perciò potete scegliere se portare il composto alla temperatura di 65°C x 30 minuti (pastorizzazione bassa) oppure a 85°C per 2 minuti (pastorizzazione alta).

RIPOSO

Dovete far riposare il composto per 6 ore circa (o anche di più) ad una temperatura di 4-5 °C (in frigo).

MANTECATURA

In questa fase il composto deve stare a temperature basse e deve incorporare aria, cosa che farà la vostra gelatiera una volta azionata. Incorporando aria si solidificherà il composto rimanendo cremoso. Se non avete una gelatiera potete tenere il composto in congelatore ed andare a mischiarlo bene molto spesso per alcune ore.

CONSERVAZIONE

Purtroppo il gelato artigianale e naturale non rimane sempre cremoso, quando si mette in freezer e si conserva nel tempo tende ad indurire. Quando lo servite quindi, toglietelo dal congelo poco prima e con uno spallinatore servitelo.

Fonte: https://lapenisoladelgusto.it/ricetta/gelato-artigianale/?currentPage=28&recordId=35193-149

Come preparare il gelato fatto in casa?

Gli ingredienti giusti per un buon gelato fatto in casa

La prima cosa, fondamentale, sono gli ingredienti. Lattepannazucchero, poi quello che più preferite. Se scegliete frutta di stagione potrete limitare al minimo la quantità di dolcificante da aggiungere e potrete provare anche la ricetta del gelato vegano fatto in casa. Per la crema serviranno le uova, che qualcuno, per la verità, unisce comunque a ciascuna delle proprie ricette per favorire l’emulsione. A seconda dei gusti è facile trovare la ricetta più adatta: i più golosi potranno sciogliere del cioccolato, mentre gli amanti della frutta potranno sperimentare abbinamenti e gusti particolari che difficilmente si trovano in commercio. Molti preferiscono partire da frutti precedentemente congelati, ma non è un requisito richiesto da tutte le ricette: in ogni caso la frutta andrà frullata e passata attraverso un colino se ci sono dei piccoli semi. Uno dei trucchi del procedimento di preparazione del gelato in casa sta nel non scaldare troppo il latte in cui scioglierete lo zucchero, spegnendo il fuoco prima che raggiunga il bollore.

Lo strumento giusto

Assieme ad ingredienti di prima qualità, tuttavia, occorre lo strumento giusto per preparare un buon gelato fatto in casa. Sempre più spesso in commercio si trovano gelatiere autorefrigeranti, che non hanno bisogno di essere messe in freezer alcune ore prima dell’utilizzo e tagliano di conseguenza i tempi di preparazione. A disposizione, soprattutto per la produzione di piccole quantità, si trovano anche gelatiere a manovella.

E se manca la gelatiera?

Avete voglia di provare a preparare il gelato con le vostre mani ma non siete sicuri che lo farete così spesso che valga la pena di acquistare il macchinario pensato per automatizzare il procedimento? Non c’è bisogno di rinunciare. Preparare il gelato senza gelatiera potrebbe addirittura essere un modo per stupire i vostri ospiti portando in tavola un dessert del tutto originale. Basterà seguire alcuni piccoli accorgimenti per assicurarsi un risultato morbido e cremoso. Per quanto riguarda gli ingredienti, la ricetta è molto simile a quella che si segue impiegando la gelatiera. La panna si unisce una volta montata. Al momento di amalgamare latte, albume e zucchero al resto degli ingredienti, la bacinella va messa in un contenitore più grande pieno di ghiaccio per velocizzare il raffreddamento. Quando si sceglie di fare a meno dell’elettrodomestico, però, non bisogna dimenticare di considerare bene il tempo a disposizione: pur non essendo difficile fare il gelato senza gelatiera, occorre attendere alcune ore prima che sia pronto.

Un’arte che richiede pazienza

È un’arte che richiede pazienza, del resto, quella del gelato. Per ottenere la consistenza perfetta senza l’apparecchio studiato apposta per lavorare il composto di base, il gelato va lasciato riposare nel congelatore per un’ora circa in un contenitore basso a ampio, coperto con una pellicola trasparente direttamente a contatto con il contenuto. Una volta trascorso questo tempo bisognerà togliere il contenitore dal freezer e mescolare delicatamente con una forchetta o una paletta. L’operazione andrà ripetuta a intervalli regolari fino a che non si raggiunge il risultato desiderato. Taluni accorciano l’attesa tra una lavorazione e l’altra aumentando la frequenza delle operazioni di mescolamento, ma resta sostanzialmente di qualche ora il tempo necessario per ottenere un ottimo gelato fatto in casa.

Fonte: https://www.paginegialle.it/magazine/food/gelato-fatto-in-casa-14036

Come fare il gelato in casa buono come quello in gelateria

Preparare gli ingredienti in anticipo
Dopo aver spiegato come fare il gelato senza gelatiera, ecco come farlo a regola d’arte con la gelatiera. Innanzitutto è importante organizzarsi decidendo con anticipo che tipo di gelato volete fare e preparare tutto quel che vi serve: pesare gli ingredienti, lavare e tagliare la frutta, ridurre in scaglie il cioccolato per la stracciatella, sbriciolare i biscotti per il gelato ai cookies, tritare la frutta secca, preparare eventuali granelle e via dicendo.

La miscelazione deve essere omogenea
Una volta che gli ingredienti sono pronti, procedete a miscelarli considerando che la miscelazione può essere fatta a caldo o a freddo. Generalmente quella a caldo si fa per i gelati che prevedono le uova fra gli ingredienti. La cosa fondamentale di questa fase è che il composto risulti quanto più omogeneo possibile. Il suggerimento è quello di utilizzare un mixer ad immersione che vi aiuterà a ottenere un risultato perfetto.

Nella gelatiera il composto deve essere freddo
Il composto ottenuto dalla miscelazione deve essere versato nella gelatiera freddo, per cui se avete fatto la miscelazione a caldo, premuratevi di mettere il composto in frigorifero a raffreddare completamente. Accertatevi che la miscela sia in contenitore coperto in modo da non contaminarla con aromi e odori dei cibi presenti nel frigorifero.

Rispettare i tempi della mantecazione
Accendete la gelatiera quando è vuota e solo dopo aggiungete il composto. Questa fase si chiama mantecazione e la sua durata generalmente è di circa 30/40 minuti, a meno che non si tratti di granite e sorbetti che richiedono meno tempo. Per capire se il gelato è pronto guardate il composto: deve essere cremoso, denso e di volume maggiore rispetto a quando l’avete messo nella gelatiera. Nel dubbio meglio lasciarlo qualche minuto in più che in meno.

Preparare ricette semplici
Se siete alle prime armi, non complicatevi la vita. Preparate gelati che prevedono pochi ingredienti di facile reperimento. In un secondo momento, quando avrete preso la mano, potrete poi lanciarvi in gelati più elaborati. Ecco 2 ricette facili e di sicuro successo:

Gelato al fiordilatte
Ingredienti: 150 gr. di zucchero; 250 gr. di latte; 150 gr. di panna; 4 albumi d’uovo. Montate a neve gli albumi, aggiungete lo zucchero e sbattete fino ad avere una meringa fredda. Aggiungete il latte e la panna e mescolate fino ad avere un composto denso e omogeneo. Versate il tutto nel cestello della gelatiera e lasciate che lavori per almeno 30/40 minuti.

Gelato di fragole
Ingredienti: 300 g di fragole; 200 g di zucchero; 50 ml di panna liquida; succo di 1/2 limone; 250 ml di acqua. Mettete zucchero e acqua in una casseruola e fate bollire per cinque minuti; ritirate dal fornello e lasciate raffreddare. Aggiungete le fragole lavate, tagliate e frullate. Incorporate la panna e il succo di limone, mescolate bene il tutto, versate nella gelatiera e lasciate mantecare finché il gelato si solidificherà.

Fonte: https://dilei.it/cucina/come-fare-il-gelato-in-casa-buono-come-quello-in-gelateria/491173/

Prepariamo il gelato in casa senza gelatiera

Ingredienti

  • 0,5 l latte intero
  • uova
  • 6 cucchiai zucchero
  • 1 baccello di vaniglia
  • 2 cucchiai sale
  • q.b. cubetti di ghiaccio
  • 150 gr polpa di frutta fresca

Cosa comprare per

Prepariamo il gelato in casa senza gelatiera

La ricetta del gelato fatto in casa senza gelatiera è una vera magia, dedicata in particolare a chi non ha gelatiera elettrica ma tanta voglia di un buon gelato fatto in casa. Se ci pensi, è davvero incredibile come da una preparazione così semplice che richiede pochissimi ingredienti base viene fuori un dessert golosissimo e fresco che non ha nulla da invidiare al più buono gelato artigianale!

Il gelato non è un semplice dessert al cucchiaio da gustare solo in una calda sera d’estate, ma molto di più! Per alcuni è una vera e propria pietanza in sostituzione di un pasto frugale e tantissime sono le ricette dolci (e anche salate!) da preparare con il gelato come ingrediente! Se non ci credi leggi queste rubriche di DMnow:

O scopri come preparare il tiramisù classico con un goloso gelato…è ancora più goloso della ricetta tradizionale!

Il procedimento per preparare il gelato senza gelatiera si riassume in due semplici passaggi fondamentali: bisogna prima preparare una crema cotta a base di uova e latte intero (o panna fresca) e poi farla raffreddare nel freezer con qualche piccolo accorgimento. Non serve attrezzatura specifica: andiamo a vedere la preparazione nel dettaglio.

Preparazione del gelato senza gelatiera

1. Versa 0,5 l di latte intero in un pentolino con un baccello di vaniglia  inciso nel senso della lunghezza in modo da scoprire i semini interni,  molto profumati. Portalo a ebollizione dolcemente e poi toglilo dal  fuoco. Intanto sguscia 4 uova e separa i tuorli dagli albumi, mettendo i tuorli in una  grossa ciotola.

2. Per preparare la crema di base, aggiungi ai tuorli 6 cucchiai di zucchero e monta il tutto con una frusta elettrica (o manuale se sei eserto) fino a quando diventano chiari, gonfi e spumosi. (Per far montare i tuorli più in fretta, ricordati di togliere le uova dal frigo almeno un’ora prima: devono essere a temperatura ambiente).

3. Diluisci il composto di uova con il latte caldo filtrato, poi versalo in una casseruola con fondo pesante e cuocilo a calore bassissimo, mescolando senza interruzione, fino a quando comincia ad addensarsi a crema e a velare la frusta. A questo punto togli la casseruola dal fuoco e continua a mescolare finché dalla superficie della crema non si alzerà più vapore.

4. Per raffreddare velocemente la crema, metti la casseruola in un’altra più grande piena di cubetti di ghiaccio cosparsi con 2 cucchiai di sale che ritarda lo scioglimento del ghiaccio. Se vuoi preparare un gelato alla frutta, è questo in momento giusto per unire alla crema 100-150 gr di polpa di frutta ridotta in purè.
Il segreto per rendere cremoso il gelato sta proprio nel mantecarlo nel modo corretto, facendo in modo che la crema incorpori con il mescolamento più aria possibile.

5. Versa la crema in uno stampo di acciaio tenuto in freezer, livellala con il dorso di un cucchiaio e metti lo stampo di nuovo in freezer. (Usa una vaschetta di metallo: la crema si raffredda più in fretta).

6. Dopo 20 minuti circa, quando la crema tende a rassodare lungo i bordi, toglila dal freezer e mescolala con un cucchiaio, dall’esterno verso l’interno. Ripeti questa operazione 5-6 volte, finché il gelato sarà ben mantecato. Se non lo consumi tutto, tieni il gelato in freezer coprendo lo stampo con carta argentata. Prima di servire il tuo gelato, però, mettilo in frigo per circa 30 minuti in modo che si ammorbidisca il giusto per essere modellato, con un cucchiaio bagnato nell’ acqua o con l’apposito attrezzo, in graziose palline disposte in una coppetta.

Consigli

Non usare latte uova se non sei sicura che siano freschissimi, per  maggiore sicurezza e per non compromettere il gusto del gelato. Se possibile, evita di utilizzare il latte a lunga conservazione, che sa troppo di “cotto”, piuttosto usa panna fresca per dare sofficità, latte condensato per conferire cremosità e un pochino di liquore (Rum per una versione neutra, limoncello, vov o altro a scelta) avvolte non guasta ed evita con facilità la cristallizzazione del gelato!

Conserva gli albumi che non hai usato nella ricetta, ci sono diversi modi per usarli nella preparazione di deliziose pietanze sia dolci che salate e non solo per fare meringhe! Scopri qui come usare gli albumi avanzati!

Nel caso tu abbia deciso che fare il gelato senza gelatiera non è proprio nelle tue corde e per questo hai acquistato una splendida gelatiera: ecco qui per te, tante ricette per preparare il gelato fatto con la gelatiera!

Fonte: https://ricette.donnamoderna.com/idee-in-cucina/come-fare-il-gelato-senza-gelatiera

Video:

Il gelano nella musica

Mina – Se mi compri un gelato (1964)

Se mi compri un gelato

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore ti bacerò

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore mi bacerai

Se tu sei con me
Son tutta panna per te
Amore perché tu sei limone per me
Lo vedi il mio cuore è già lampone per te
Amore, amore

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore ti bacerò

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore mi bacerai

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore ti bacerò

Se mi compri un gelato
Che sia proprio gelato
Con le labbra gelate così
Amore amore mi bacerai

Se mi compri un gelato
Ti bacerò
Se mi compri un gelato
Ti bacerò.

Paolo Conte – Gelato al limon (1978)

Un gelato al limon

Un gelato al limon
Gelato al limon
Gelato al limon
Spofondati in fondo a una città
Un gelato al limon
è vero limon.

Ti piace?
Mentre un’altra estate passerà
Libertà e perline colorate
Ecco quello che io ti darò
E la sensualità delle vite disperate
Ecco il dono che io ti farò
Donna che stai entrando nella mia vita
Con una valigia di perplessità
Ah, non avere paura che sia già finita
Ancora tante cose quest’uomo ti darà.

E un gelato al limon
Gelato al limon
Gelato al limon
Sprofondati in fondo a una città
Un gelato al limon
Gelato al limon
Gelato al limon
Mentre un’altra estate se ne va…

Ti offro una doccia ai bagni diurni
Che son degli abissi di tiepidità
Dove come oceani notturni
Rimbombano le voci della tua città
E ti offro la luna del pomeriggio
Per il sogno arabo che ami tu
E una stretta forte della mia mano
Per te donna che non mi scappi più…
E un gelato al limon
Gelato al limon, gelato al limon

E ti offro l’intelligenza degli elettricisti
Cosi almeno un po’ di luce avrà
La nostra stanza negli alberghi tristi
Dove la notte calda ci scioglierà.

Come un gelato al limon,
Gelato al limon, gelato al limon

Come un gelato al limon,
Gelato al limon, gelato al limon

Come un gelato al limon,
Gelato al limon, gelato al limon

Come un gelato al limon,
Gelato al limon, gelato al limon

Pupo – Gelato Al Cioccolato (1980)

Gelato al cioccolato

Ma dove vuoi andare, ti amo!
Ti annoi, va bene, balliamo
Sei bella, ti lasci guardare
Con te non c’è niente da fare

Nascosta dai lunghi capelli
Tu balli, ma i gesti son quelli
Bambina, ti voglio, ti sento
Ti muovi, mi sfuggi, mi arrendo

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Un bacio al cioccolato io te l’ho rubato
Tu, gelato al cioccolatoRimani così
Che dolce sei tu
Non chiedo di più

Profumo di fiori di tiglio
Fa caldo, ma qui si sta meglio
La sabbia è piu’ bianca stasera
Ma dimmi che sei proprio vera!

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Un bacio al cioccolato io te l’ho rubato
Tu, gelato al cioccolato

Rimani così
Che dolce sei tu
Non chiedo di più

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Un bacio al cioccolato io te l’ho rubato
Tu, gelato al cioccolato

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Un bacio al cioccolato io te l’ho rubato
Tu, gelato al cioccolato

E così sento che avete voglia di cantare, eh?
Avete voglia di cantare con me?
Dai tutti insieme, dai!

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato

Gelato al cioccolato dolce e un po’ salato
Tu, gelato al cioccolato
Un bacio al cioccolato io te l’ho rubato
Tu, gelato al cioccolato

Pino Daniele – Come un gelato all’equatore (1999)

Il gelato nel cinema

Un pensamiento en “L’estate e il gelato

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